Pajare, trulli e muri a secco

Immerse nelle campagne di ulivi secolari salentini, numerose sono le pajare che si possono trovare sparse tra le campagne. Sono ineffetti antichi capanni trulliformi in pietra, tipici del sud della Puglia, che rappresentano il modo di costruire e di vivere tradizionale della campagna salentina.


Talvolta vengono messe in vendita, assieme al terreno circostante; talvolta, restaurate e riempite di moderni comfort, si affittano per trascorrervi un romantico week-end; talvolta sono parte di aziende agroturistiche.
Il Salento è caratteristico per essere pieno di colori, luci, suoni, odori che pervadono i sensi, e, ammirando le pajare, anche di meravigliose immagini
Sarebbe opportuno effettuare un censimento per conoscere il numero di pajare nel territorio salentino, e salvaguardarne l’integrità per consegnarle alle generazioni future.

Nei profumi della campagna salentina, ma a breve distanza dalle località di mare e dai centri abitati, si trovano i trulli, che contraddistinguono le bellezze del territorio, e sono un bellissimo esempio di architettura locale tipico della campagna pugliese, a pianta circolare i più antichi, e quadrangolare i più recenti.
Numerosi trulli si trovano anche nei centri storici di alcune cittadine, lontano dal traffico e dalla vita frenetica, in candidi vicoletti in cui passeggiare per godersi un pomeriggio estivo all’insegna della tranquillità.
I Trulli sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dalla organizzazione legata all’ ONU che sceglie i monumenti e le opere di valenza culturale mondiale.
La costruzione del trullo avveniva ad opera dei maestri artigiani chiamati “trullari”. Le murature dal forte spessore (da 1,5 metri fino a 2,5 metri) avevano la funzione di contenere le spinte della cupola. Dividevano le pietre in base alla grandezza, usando le grandi per gli architravi di porte e finestre e le medie per le pareti murali; le lastre di medio spessore venivano usate per i pavimenti, le lastre sottili come rivestimento per le coperture.
Scogliere rocciose cesellate da secoli di brezze marine e decorate di vegetazione mediterranea incorniciano trulli a picco sul mare, singoli o appaiati, o in interessanti complessi di 10-11 esemplari. Laddove vi sono dei complessi, nel trullo centrale la volta aveva anche funzione di dispensa detta “orije” ove le travi venivano usate per appendere derrate alimentari ed oggetti della cucina.
Molti trulli presentano dei pinnacoli costituiti prevalentemente da un cilindro sormontato da un disco orizzontale o da una sfera. A volte sono forniti di simboli come i trulli di Gioia, o quelli più importanti e famosi della zona di Alberobello.

Immersi in una natura che descrive al meglio i caratteri dell’entroterra salentino, si vedono i muri a secco, capolavori dell’architettura locale e rurale. Lo sviluppo di queste costruzioni si deve soprattutto al tipo del terreno roccioso dal quale, dopo una bonifica, si è ricavato il materiale per la costruzione.


Manto verde d’estate e giallo d’inverno, arcobaleno di suoni e odori in primavera e tramonto colorato in autunno, la campagna salentina offre quindi lo spettacolo dei muri a secco, costruiti inzialmente per separare le proprietà terriere.
Il muro a secco, è un vero e proprio capolavoro di costruzione. Inizialmente si faceva la base composta da due file parallele di pietre grosse sulle quali si appoggeranno le altre; gli interstizi venivano riempiti da materiale più fine. La copertura superiore era generalmente effettuata con lastre di pietre. Infine si chiudevano le eventuali fessure delle facciate inserendovi a forza schegge e scaglie di pietra.

Incontrare nelle campagna salentine una pajara, un trullo, un muro a secco, non sarà molto difficile; per una vacanza alla ricerca del relax e dei caratteri semplici e unici di una terra, magari da trascorrere con passeggiate in bici o a piedi tra i tortuosi sentieri, il Salento offre indubbiamente spettacoli incantevoli.

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