La Torre (che diventerà un museo)

La Torre costiera detta “San Giovanni La Pedata” di Lido San Giovanni è stata eretta nel XVI secolo, infatti sin dall’antichità i territori salentini furono terra di invasione da parte dei barbari e a protezione di questi villaggi fu impiantato un sistema di torri che comunicavano tra loro e con l’entroterra.


Chiusa e isolata per diversi anni, questa torre costiera,nonostante nel corso degli anni sia stata utilizzata per ospitare esemplari di animali e vegetali endemici, oggi ne è stata modificata l’entrata principale e leggermente la scala interna (che conduce al secondo piano).
Alla fine dell’agosto 2010, è stato deciso che questa torre, sarà resa di nuovo funzionale per realizzare un museo didattico e per poter rendere pubblico il patrimonio naturalistico dell’area di interesse comunitario e di protezione speciale del litorale sud-Isola di Sant’Andrea di Gallipoli.

Un museo naturalistico rappresenta sempre un’opera di grande valore, perchè in natura è sempre diffilice scorgere un animale “selvatico” ed ancor di più fotografarlo: insetti, ragni e rettili caratteristici dell’ambiente della Macchia Mediterranea, sono difficili da trovare; comune è il cinghiale che vive nella macchia fitta, mentre in zone più aperte vivono l’istrice e il tasso che sono mammiferi notturni, comuni sono anche la volpe, il daino e il capriolo. Ma vederli in natura è davero diffcile.
Numerose inoltre sono le specie di uccelli che trovano rifugio e nidificano nella macchia: tordi, capinere, cinciallegre, cardellini, verdoni, picchi e ghiandaie; ma solo un occhio attento ed esperto potrebbe osservarli in natura.
Analogamente le specie vegetali arboree, arbustive ed erbacee del Salento (il leccio, la sughera, il pino domestico, il pino d’Aleppo), e arbusti e cespugli tipicamente termofili (corbezzolo, mirto, lentisco, fillirea, ginepro, cisto), non sempre sono osservabili tutte in uno stesso luogo.
Per avere un incontro ravvicinato, per esempio con un daino o una cinciallegra, le difficoltà sono grandi. Anche solo fotografare un animale o una pianta caratteristici, prevede a volte ore di esplorazione e lunghe marce in posti impervi.

In un museo tutto questo è a portata di mano e l’osservazione diretta è senz’altro più coinvolgente di un documentario, perciò con un progetto di recupero di 350 mila euro finanziato da Regione Puglia e Comune, la Torre costiera di “San Giovanni La Pedata” diventerà un grandioso museo.
Si è parlato di preservare anche la minuscola Isola di Sant’Andrea nei pressi di Gallipoli, sede di due fari, ove passato le pecore venivano traghettate per pascolare l’ottima erba spontanea che qui cresceva, e per abbeverarsi alla fonte di acqua dolce. L’ isola, che prende il nome da una cappella, viene inserita tra le località di importanza naturalistica per l’ importanza archeologica (dati gli insediamenti dell’ età del bronzo) e perchè è l’unico sito di nidificazione dei gabbiani di specie Corso.

Nei progetti è inclusa la gestione del parco di Punta Pizzo, uno degli ultimi tratti di costa salentina che abbia preservato nel tempo alcuni dei propri caratteri originari. Negli anni ‘80 infatti era stato adibito a parcheggio, era stato usato come discarica, erano stati bruciati gli alberi, con incalcolabili danni ambientali e fauna e flora completamente distrutte, tra cui testuggini d’acqua dolce e il rarissimo tritone; inoltre migliaia gli uccelli migratori erano stati privati della tappa abituale.
Finalmente nel novembre 2009, il parco è stato riconosciuto come area giuridicamente protetta da vincolo paesaggistico, e verrà incluso nei progetti dei piani di recupero.

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