La Pizzica nel Salento

Con la parola pizzica si identifica la musica popolare originaria del Salento, praticata inzialmente dai popolani e dalle persone più umili, e tramandata nei secoli. È una danza simbolica che assume toni trascinanti grazie anche alla monotonia musicale; e nel ritmo incalzante del tamburello, strumento principe di questa musica, si intravedono tutta la passione e la gioia di vivere di una terra di antica cultura.


Nonostante sia una musica popolare, quindi di tradizione orale, secondo alcuni musicologi appartiene eccezionalmente alla macro-categoria musicale che include tutti i generi e le correnti della musica moderna occidentale.

Nasce come musica terapeutica per liberare coloro che erano stati “pizzicati” dal morso della tarantola, (in salentino si dice taranta, ecco perché il ballo si chaima “pizzica taranta”): se pizzicati, infatti, si cadeva in uno stato di possessione, si ballava nelle case e nelle chiese fino all’estremo, in modo da uccidere il ragno e liberarsi dal malessere provocato dal morso in un intreccio di musica, usanze religiose e tradizioni popolari.

La particolarità di questa musica deriva proprio dal fatto che sia poco contaminata da quegli elementi propri della cultura e quindi della musica borghese occidentale, tanto da risultare effervescente, e piena di vitalità anche se a tutt’oggi non è possibile risalire ad un periodo ben preciso in cui collocare le origini della pizzica.

Oggi esistono varie forme di pizzica, ancora ballate per diffondere e valorizzare la musica popolare e tradizionale dell’Italia del sud: la Pizzica Tarantata”, la “Danza delle spade” (o danza scherma), e la “Pizzica de Core” (o Pizzica-Pizzica).
La Pizzica Taranta è la forma terapeutica legata alle tradizioni musicali orali dei popoli. La “Danza delle spade” è un rituale caratterizzato dalla presenza di personaggi armati di spade che danno vita ad un solenne cerimoniale con movimenti che mimano un combattimento con i coltelli, e i danzatori si “sfidano” in una sorta di duello cercando di colpire l’avversario. Quella che oggi si può ancora ballare è la “Pizzica de core” la tipica danza di corteggiamento.

Numerosi sono gli spettacoli di musiche e danze popolari organizzati oggi durante tutta l’estate, in locali, bar, spiagge, discoteche, in cui, in questa danza a coppia la donna, usando talvolta un fazzoletto come provocazione, e muovendo i passi al ritmo del tamburello, invita l’uomo a corteggiarla, mentre attorno a cerchio si radunano musicisti e spettatori.

La tradizione della Pizzica, ha reso possibile il recupero di una tradizione. La sensualità delle danze di questo genere musicale, oggi non ha più le stesse motivazioni antropologiche della sua nascita, ma non è neanche solo il divertimento dei vacanzieri: rappresenta la musica di tradizione e più in generale la cultura popolare del Salento, in chiave moderna.

Oggi –come centinaia d’anni orsono- quello che i musicisti popolari esprimono scrivendo le parole, è frutto di ciò che li circonda: scelgono personaggi e argomenti contemporanei e infatti i titoli delle canzoni sono “Come Aggiu Fare”, “Come L’Argentu”, “Coremma”, “Cozze Piccinne”…
Molte, sono ninne-nanne o canzoni d’amore per la propria amata.
Tutti vengono ritenuti patrimonio della tradizione orale, e dimostrano l’ attaccamento alle tradizioni e il mantenimento di queste ultime.

A Melpignano (LE) sull’immenso prato davanti all’ex convento degli Agostiniani, alla fine di agosto ogni anno si celebra la “Notte della Taranta”, arrivato nel 2010 alla sua tredicesima edizione: oltre130-140 mila persone, con bambini coi tamburelli davanti al palco, una marea di giovani e sanziani impegnati a ballare la pizzica, affollano ogni anno il piccolo comune griko.


Con i suoi misteri ed i suoi rituali oggi la Pizzica ha il diritto di esser riscoperta e conosciuta da tutti coloro che vogliano far fluire in se stessi l’energia e la forza che tale danza sa sprigionare.

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