La macchia meditarranea

Il territorio di Torre San Giovanni, al di là della spiaggia e delle vasche di sedimentazione per la bonifica di antiche paludi, è caratterizzato dalla cosiddetta vegetazione a macchia mediterranea.


Nelle aree in cui la copertura arborea è aperta, degradata o rarefatta (per cause naturali o antropiche), si dà luogo ad associazioni di alberi e arbusti che vanno sotto il nome di macchia mediterranea.
Talvolta le ramificazioni dei cespugli si intrecciano tanto fittamente che la luce non riesce a filtrare e il terreno è quasi sempre nudo di vegetazione.
Il clima arido d’estate e il suolo soggetto a un rapido drenaggio, favoriscono la formazione della macchia mediterranea: questo tipo di vegetazione infatti svolge la funzione di difesa del suolo dalla erosione da parte di vento e pioggia. Si vedranno arbusti abbarbicati sui colli rocciosi dove il terreno è argilloso o addirittura sulle dune in riva al mare.
Sulle dune lungo le spiagge infatti si troveranno il cardo santo e il cardo di sabbia di un color grigio argenteo che quando secca, lascia cadere le sue dure spine tra la sabbia bianca. Le piante della macchia mediterranea hanno spesso colori sgargianti come le ginestre.

Sparse qua e là tra lecci (che forniscono legna da carbone), e conifere un tempo formanti grandi estensioni forestali, si vedranno delle pajare, piccole abitazioni rurali costruite dagli antichi contadini e alelvatori, solo con la pietra.
La necessità di avere pascoli e di aumentare la superficie dei campi da arare, ha fatto in modo che le zone naturali si restringessero sempre di più. Ma l’euforbia arborea, le ginestre e il rosmarino, specie ancora molto numerose e capaci di tollerare i venti salmasti, contribuiranno coi loro aromi naturali a rendere incantevole una sosta accanto a qualche muretto a secco, all’ombra, ad ammirare le antiche costruzioni testimonianti passate civiltà.

Durante l’estate, in vasti territori apparentemente senza alcun tipo di vegetazione, si vedranno i caratteristici dolmen costruiti con pietroni di dimensioni gigantesche; ma in realtà questa assenza è solo apaprente perché molte specie vegetali sono annuali e superano la stagione arida sotto forma di seme, una strategia adottata per meglio adattarsi al clima caldo del Salento.

Qualche masseria è posizionata tra associazioni vegetali che presentano un insieme variegato di arbusti spesso aromatici, con sullo sfondo alberi che raggiungono i 4 metri d’altezza come i lecci, il corbezzolo, il ginepro rosso, il lentisco e tanti sempreverdi, che sanno far fronte a lunghi periodi di aridità del terreno. Qui sarà possibile trascorrere in dimenticabili vacanze godendo della vicinanza del mare ma anche delle meraviglie della natura pugliese.

Indimenticabili passeggiate a piedi tra sentieri flessuosi e le lunghe scalette, saranno un’attività a cui non ci si potrà sottrarre, attraverso campi di olivi, vigneti, boschetti di cipressi, cocomeri asinini che sparano lontano i semi, allori e mirti, tutte specie tipiche della macchia mediterranea.

Sui suoli più pietrosi del Salento, una degradazione della macchia mediterranea prende il nome di “gariga” costituita da arbusti spinosi in genere piccola taglia. Nella zona sono presenti alcune specie di rettili, tra cui il colubri nero detto “carbonaio”.

Per la macchia mediterranea, si parla di bioma indicando l’insieme di tutti gli esseri viventi che popolano un ambiente, non solo vegetali ma anche animali. Gli animali che popolano le zone di macchia mediterranea attorno a Torre San Giovanni, sono i conigli selvatici, gli scoiattoli, gli istrici, i daini, i cinghiali (oggi in numero ridottissimo), le volpi. Numerose specie di uccelli vivono stabilmente in queste zone, o vi sostano, cosicchè gli amanti del turismo ornitologico potranno ammirare le migrazioni. In passato la regione era popolata di mammiferi di grandi dimensioni, come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di ossa di elefanti, felini e ippopotami; oggi a causa dell’inaridimento del terreno e dei cambi climatici essi sono del tutto scomparsi.

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